29
lug
2004

Requiem con prole.

13:30 icemike

C'era una volta un tipo chiamato Icemike.

Non c'è più.

Requiem.

Niente  funerali, niente veglie funebri, niente fiori, niente beneficienza.

Niente di niente.

Lascia poco o nulla, tranne un sorriso e una foto del culo.

Ah, si... dimenticavo:

Lascia una ragazza gnocca incinta di un bambino strano.

E se è figlio suo, non poteva essere altrimenti.

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16
giu
2004

La realtà dura un attimo.

20:08 icemike

C'era una volta un tipo chiamato Icemike.

Era uno che stava qui... Piu che altro a leggere e buttar giù qualche commento seppur alcune volte scrivesse anche post tutti suoi.

Ogni tanto spariva, chissà dove o perchè, e se ne stava giorni e giorni fuori da qui, solo desiderando di leggere o di scrivere.

Poi, d'un tratto, scomparve del tutto.

Qualche ben informato vaneggia che sia andato a cercar se stesso, non si sa bene dove... in India, forse.

Altri dicono si sia ritirato nei boschi toscani, a far vita raminga, lontano dal caos.

Qualcuno dice addirittura che è morto (non si sa bene come, ma di una morte truce senz'altro) e che, d'altra parte, se lo aspettavano... mentre altri dicono che sia vivo e vegeto, ma che tenda più a vegetare che a vivere.

Io l'ho incontrato ieri, per caso, camminando per strada.

Così, a primo sguardo, non l'avevo riconosciuto: La barba incolta, i capelli cortissimi, lo sguardo a terra e le mani nelle tasche di un paio di jeans neri, vecchi e consunti...

L'ho fermato, tenendolo per un braccio: "Ice, hei, Ice"

"Che vuole, chi sta cercando? Io non mi chiamo Ice. Mi lasci, la prego... " - ha risposto.

"Si, come no. Con 'sto barbone non ti avevo riconosciuto! Minchia, sei cambiato! Ma che fine avevi fatto? Ti davamo per disperso" - ho insistito

"Non sono cambiato affatto. Ed anche se sono disperso, io non la conosco e non conosco nessun Ice" - ha ribadito - "se vuole lasciarmi, adesso dovrei andare..."

Ed è scivolato via, guardando per terra, senza voltarsi neanche un secondo...

Per un attimo ho davvero pensato che non fosse lui, che mi fossi confuso. Poi l'ho rincorso, e l'ho fermato ancora: "Ice, finiscila di fare il coglione! Cos'è, hai fatto i soldi, che fai finta di non conoscermi? Perchè sei sparito così? "

"Io non sono sparito, come vede sono qui, di fronte a lei. A sparire sarà il suo amico... Ice, o come accidenti si chiama. Io quello là non lo conosco. Non adesso."

"Come sarebbe non adesso? Devo provare a chiedertelo domani?"

"Domani chi può saperlo?. Ieri è più probabile. Ma non adesso."

"Mike, che hai fatto? Hai battuto la testa? Tu sei tu, ieri, adesso e domani!"

"Io sono io adesso. Ma non ieri. E non domani. Solo adesso. La realtà dura un attimo. Prima e dopo neppure esiste."

E così dicendo si è divincolato di nuovo ed ha svoltato l'angolo.

A quel punto m'è venuta voglia di menargli. L'ho inseguito di corsa, deciso ad avere una spiegazione o a dargliele di santa ragione...Ma quando ho svoltato l'angolo non c'era nessuno.

Come se non ci fosse mai stato.

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30
mar
2004

Risistematina generale

19:24 icemike

Il mio vecchio template con le stelle era illeggibile e fastidioso... non ho avuto voglia di recuperarlo in questa sede.
Forse lo farò se mi trasferirò, o forse no...
Per ora così mi accontento.

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30
mar
2004

17:26 icemike

Cercando di recuparare un pò di arretrati, giorni fa ho letto questo dal tripudiante Trip.

Così mi è tornata in mente una cosa che mi ero appuntato un paio di vite fa, quando avevo 19 anni, tanti errori ancora da compiere, un sacco di peccati incompiuti e un paio di idee su come portarli a compimento.
Questa lettera è risaltata fuori circa all'inizio dell'anno, nel solito modo in cui saltano fuori queste cose: cercando di ridurre il consueto "ordine sparso" in "ordine".
Mi ero ripromesso di postarla qui, e questa mi pare l'occasione buona per farlo.
Carpe diem: Per quello che vale, eccola.

Mi chiamo Michele, ho 19 anni e mi ostino a esser felice.
Contro la volontà ed il parere di tutti…

Che due coglioni.

Sembra proprio così:
Non mi volete infelice, certo... Ma mi volete diverso, ed il risultato è lo stesso: La vostra volontà mi porta lontano dalla mia felicità.
Da quella felicità che, a vostro parere, mi assicurate essere solo un'illusione, una chimera che svanirà presto.

Così... Deludo tutti per illudermi di esser felice.
Mia madre, mio padre, i nonni, il mio migliore amico... Per fortuna mio fratello è abbastanza piccolo da non avere ancora un parere al riguardo...
Lunica persona che non credo di aver mai deluso non è più qui a confortarmi con il suo consenso.
Almeno, non fisicamente. E mi duole: Enrico è l'unico che avrebbe compreso, condiviso. E forse spronato, a suo modo.

Non che mi diverta, essere deludente. Anzi.
Il mio unico e solo impeto di rabbia affiora proprio quando mi rendo conto che la mia felicità, o il tentativo di raggiungerla, è motivo di delusione per qualcuno che mi vuole bene.

Che due stramaledetti coglioni!!

Vorrei poter dire che mi dispiace.
E lo direi, giuro, se questo messaggio fosse rivolto a qualcuno che, da un insincero mi dispiace detto gratis, potesse trarne un vantaggio, seppur lieve o illusorio.

Ma non lo dirò, perché questo non è un messaggio per qualcun'altro:
E un promemoria per me. Per il giorno in cui avrò figli, se mai questo giorno giungerà.
È un promemoria per ricordare cosa ho passato, e tentare di risparmiare alla mia prole lassurdo nonsense di doversi sentire sbagliati perché cercano di essere felici.
E, poiché mia madre dice spesso che …adesso vedi le cose così, ma poi quando avrai dei figli anche tu… e ci credo in pieno (anche se mi rompe ammetterlo), me lo appunto, per non rischiare di dimenticare cosa si prova.
Non voglio essere deluso di un figlio cerca la sua strada con le sue forze.
Non voglio cadere nellipocrisia di dire so come ti senti quando, in realtà, i ricordi sono ossidati dalla paternità e credo solo di sapere .
Sarebbe uno schiaffo alla coerenza che amo.
Io DEVO ricordare.

Io non vorrei deludere nessuno, sinceramente...
Ma ho scoperto che non posso essere come mi vorrebbero.

I miei dicono che, secondo loro, non penso al mio futuro ed alla mia età dovrei cominciare a farlo: non son più un bambino.
Io rispondo: si mamma, si papà con un tono che significa che due palle mondiali…e li lascio a sperare che prima o poi mi arrenderò, crescerò, imboccherò la loro strada.
Molto meglio che credano che non penso al futuro adesso, restando nella speranza…che fagli scoprire che, invece, ci penso eccome, ma non coincide minimamente con il loro ideale... E che, quindi, di speranze non ce ne sono.

I miei vorrebbero solo che mi stabilizzassi, che mi dessi una calmata, che diventassi grande:
Un lavoro tranquillo, una donna, una casa, unauto familiare, uno o due figli e magari un cane.
Li capisco, poveri cristi. Da dove vengono loro, questo è il massimo che si può chiedere alla vita.
Ma hanno fatto lerrore di darmi unistruzione, una coscienza, aspirazioni, sogni e la possibilità di scegliere.
E non puoi scegliere di sbagliare, se sai che hai unalternativa e lhai sognata almeno una volta.

Cè voluto un po, per capirlo. Come tutte le cose importanti.
I punti fondanti di unesistenza sono come piante:
Nascono da un seme piccolissimo che trova terreno fertile: Un sogno.
Poi il seme matura, si schiude, fa una radichetta insignificante che però è linizio di tutto: desiderio.
E si nutre.
Cresce. Fortifica.
Affonda le radici dentro di te, e le ramifica intorno e dentro al tuo essere.
Una fogliolina diventa un arbusto, poi un fusto, una chioma rigogliosa e viva.
Che darà i suoi frutti, è solo questione di tempo.
Da qui in poi niente e nessuno potrà mai strappare questa meraviglia della natura dal tuo essere.
Sarà dentro di te… sarà te, perfino.
E se anche qualcuno o qualcosa riuscisse a strapparla, sbarbarla, tagliarla… non importa.
Riscrescerà dalle radici profonde che ha lasciato nel tuo cuore. A meno che non sia il cuore a diventare arido.

Questa pianta è nata dentro di me. E' me stesso.
La coscienza che non posso accontentarmi di questo, perché non è quello che voglio per me.
Non posso.
Non adesso, e forse mai.
E se dovesse accadere, sarà una galera, un punizione, il deserto dell'anima, la fine di ciò che sono e che desidero essere.


Voi vorreste, per me, una vita stabile.

Ma io non posso vivere nella stabilità.
Ne ho persino paura.
Stabilità è staticità.
Ed io non intendo stare fermo:
L'immobilità è tipica del rigor mortis... ed io non sono ancora morto.

Voi vorreste, per me, un impiego tranquillo.
Magari in Comune, il sogno di mamma:
Sei-ore-e-quaranta, non ci si ammazza di fatica, stipendio garantito, nessuno ti può licenziare e a quarantanni te ne vai in pensione con lo stipendio pieno. Mica come me, che fatico in fabbrica otto ore al giorno e non so neanche se la pensione la prenderò. O come il babbo, che con il fatto che la ditta è sua, torna la sera alle dieci, pieno di pensieri che certe volte la notte neanche dorme, per guadagnare poco più di me che sono operaia e senza nemmeno la sicurezza qualcosa ci rimanga.
Non vorrai mica continuare a lavorare la notte in discoteca, a nero, per tutta la vita?

No, non voglio, mamma.
Non voglio restare tutta la vita nei locali, tranquilla.
Ma lungi da me dirti che non lavoro in nero, perché il locale è mio.
Creperesti qui, se tu lo scoprissi.
Vivi la tua beata ignoranza, e spera.

Voi vorreste per me solo una bella famiglia, come quella che avete.
Avete ragione. Giuro. Non cè niente di male a volere questo.
Hai ragione, papà, quando dici che alla mia età pensavi a sistemarti per mettermi al mondo.
Era il tuo obiettivo, e non avrò mai i mezzi sufficienti per ringraziarti di questo.
Sei un gran padre. Burbero e autoritario, con un carattere forte... ma con un cuore grande come una montagna.
E giusto e onesto. Sei il mio esempio, babbo. Il più grande.

Proprio per questo lidea della famiglia è posticipata.
Non è che ventitre anni per farsi una famiglia siano troppo pochi, papà.
Non è che non ci pensi mai... ma guardando da qui a cinque anni non vedo moglie e figli, ma altro.
E non credo che sia giusto rinunciare a quello che vedo, (e voglio) per ingannare una brava ragazza facendole fare un figlio che non voglio.
Ma lungi da me raccontarti il mio sogno: diverrebbe il tuo incubo e tu non meriti questo, da me.
Vivi la tua beata ignoranza, e spera.

Voi vorreste per me una vita comune.
Il calcio, il biliardo, la vita regolare.
Eli, lo so che la moto è pericolosa.
Lo so che vivere come un vampiro, la notte per il giorno, mi consuma.
Lo so che i miei atteggiamenti e le mie frequantazioni ti imbarazzano, certe volte.
Lo so che siamo tanto diversi.

E' per questo che siamo amici. Ci completiamo a vicenda.
Io sono l'incarnazione di ciò di cui tu hai desiderio, ma del quale tu hai troppa paura.
Tu, invece, sei tutto quello che i miei vorrebbero, ma che io rifuggo: Lavoro tranquillo, diploma con 60/60, matrimonio già in cantiere a ventiquattro anni e per sport bicicletta e pallone.
Io in te vedo a cosa sto rinunciando. E tu, in me, quello da cui sei fuggito.
Ti voglio bene, Eli. Per questo non mi offendo quando mi proponi di imitarti: le tue intenzioni son buone, tu ci credi davvero.
Per questo ti dico: "prima o poi metterò cervello" e ti lascio a vivere sperando che sia vero.


Non riesco ad essere come vorreste.
Ma non ho scuse, perchè io SONO felice.

Perchè lo sono davvero, non è solo un'illusione che svanirà crescendo.
Mamma, non sono solo attratto da donne e vita notturna e forse alcool e droga, chissà...
Papà, non sono solo in fuga dalle responsabilità, da...
Eli, non sono solo in cerca di emozioni forti...
E non sono finito in un tunnel senza uscita.

Sono solo felice.

Ho visto, ho valutato ed ho scelto.
Questa è la mia vita, adesso.
Con le sue notti, i suoi problemi, i doveri, i dolori, i piaceri, gli odori...
Con la sua armonica, rutilante, vorticosa ed inebriante instabilità...
E' la mia vita.
Diversa dalle vostre fino ad esservi incomprensibile, ma è così che sono a mio agio.
Così incomprensibile che ritengo di dovervela un pò nascondere, a vostro esclusivo vantaggio.
Lasciandovi a vivere nell'ignoranza, forse... ma almeno con la speranza.
Se sapeste, capireste che di speranza non ce n'è... non ce n'è mai stata.
E, anche se non sarò così ipocrita da dire "mai", dubito parecchio che ce ne sarà.

Di questo dovrò ricordarmi, quando rileggerò questo foglio.
Alla fine della lettura di questo foglio dovrò ricordarmi la tristezza di non poter condividere i propri successi con chi ami.
Alla fine di questo foglio dovrò ricordare quanto è triste litigare con un padre perchè hai seguito alla lettera i suoi consigli, ma non nel modo che si aspettava.
Alla fine di questo foglio dovrò ricordare quanto è difficile sopportare il logorio di una filastrocca ripetuta fino alla nausea solo perchè è il sogno di mamma.
Anzi:
Alla fine di questo foglio dovrò ricordare che avevo 19 anni, mi chiamavo Michele ed ero felice.
Contro la volontà ed il parere di tutti.
Ma, seppur triste e duro, questo non mi ha impedito di esserlo, finora.

Questo dovrei ricordare.

Speriamo di farcela.




Rileggere questo mi riporta un bel pò di ricordi, immagini, energie.
A distanza di 11 anni e passa, molto è cambiato.
Tranne il ragionamento di base.
Mi sono avvicinato un bel pò ai desideri dei miei cari, in parte perchè era mio desiderio (famiglia), in parte perchè le circostanze mi hanno accompagnato fin qui.(lavoro)

Ma un paio di cose non sono cambiate affatto:
Ancora oggi non rinuncio ai miei sogni.
Ancora oggi mi chiamo Michele.
Ancora oggi sono felice.
Contro la volontà ed il parere di tutti.

A trent'anni non è male, credo.

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23
mar
2004

indecisione

19:36 icemike

procedo a rilento.
Nella spasmodica ricerca della risposta incespico nel mio, personalissimo, divagare.
Mi sto proprio sui coglioni, in certi momenti.
Sono indeciso...
Vorrei ricominciare a scrivere, ma per farlo (e farmelo piacere) devo prima sistemare il blog.
Il dilemma è:
sistemo "questo" e poi quando mi trasferisco ricomincio da capo?
Aspetto a ricominciare a postare?
Me ne frego e lascio in piedi questo rottame sbilenco?

Le risposte istintive che mi sovvengono si riassumono nel fatto che non ho voglia di faticare due volte. Quindi prima opzione esclusa.
Aspettare non se ne parla: Ho tempo adesso, e sarà adesso. Seconda opzione out.
Lasciare il rottame sbilenco? Perchè no... Quello che conta sono i contenuti.
Mi affascina questa ultima risposta...
La seguirei, se non fosse per una strana vocina interiore che sussurra:
Ma quali contenuti, pirla! Chi cazzo credi di essere? Sistemati il template. SUBITO...
Odio non riuscire a prendere una decisione solo per pigrizia...

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11
mar
2004

Deriva

17:56 icemike

Proprio ieri scrivevo ad una amica che mi sento alla deriva...

Mi è venuta così, come mi vengono le cose migliori: senza pensarci.
Le ho scritto che ero alla deriva, come il mio blog.
Niente di più vero: sono alla deriva.
Un idea mi ha catturato e non sono riuscito a pensare ad altro finchè non ho dato corpo a quel pensiero. Poi, stremato, mi son preso un periodo di riposo "mentale"...
per capire cosa avevo fatto, perchè e cosa volevo.
E cosa voglio adesso che la fase è conclusa.
Ho fatto, nè più nè meno, ciò per cui sono nato: avere un'idea, buttarmici dentro fino a farmi completamente fagocitare, e metabolizzare.
Un'immersione in apnea da cui emergere stanco e felice, oppure distrutto e deluso.
Perchè? Diamine! Perchè è l'unico modo che conosco per essere Vivo.
Cosa volevo? Inizialmente niente, solo guardar crescere un'idea. Poi ho desiderato concretizzarla, farne materia e nel desiderio, ho scorto il mio movente. Lo scopo.
Cosa desidero adesso? Ovviamente, raggiungerlo. E' nel mio DNA.
Ma più di tutto desidero tornare qui.
Ora che la testa è uscita dall'acqua voglio riempirmi respirare quest'aria e riprendere a scrivere, ed a leggere.
Soprattutto a leggere.
Riprendo in mano il timone del blog.

Qualcuno, forse, si chiederà perchè tanto desiderio di ritornare.
La risposta è semplice, e l'ho gia scritta indietro...
Qui, in questo non-luogo, ho amici da ascoltare.
Ed ho qualcosa da dire, anche se non sempre chiaramente, soprattutto a me stesso e a chiunque avrà voglia di ascoltare.
Ed ho gente da incontrare.
Non mi pare poco...

Mi siete mancati, sapete tutti e bene chi...

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04
feb
2004

Voglio di più

17:57 icemike

e non mi basta mai...


E' una mia prassi, da anni oramai lo faccio.

Guardo negli occhi l'artefice della mia intera esistenza.
Sì, è lui: da quell'individuo dipende ogni istante della mia vita presente, e dunque, futura.
Lo guardo negli occhi, fermo e sicuro... lo studio.
Ascolto il tono della sua voce, esploro la sua mimica.
Faccio estrema attenzione ad ogni reazione e sussulto quando parlo con lui.
La domanda che devo fargli è di vitale importanza e non posso lasciarmi ingannare:
Voglio la verità e l'avrò...
Adesso, davanti a questo specchio!

Senza batter ciglio, con voce ferma ma non dura gli chiedo: "Cosa vuoi da me?
Dove vuoi che ti porti? Cosa vuoi da uno così?"

La risposta di oggi mi ha lasciato basito.
Senza incertezze o esitazioni, ha detto: "Voglio di più"
Senza un battito di ciglia ne un solo sguardo furtivo ha esclamato "Voglio di più"

"Di più che cosa?" - gli ho detto io.
"Di più, che così non basta... e non basta mai" - ha risposto, fermo.
"Dammi una direzione, almeno" - l'ho supplicato
"Terza stella a destra, e poi avanti fino al mattino" - ha detto lui, ironico, con quel sorrisino strafottente di chi sa più di te.
E poi, voltandosi, s'è messo a canticchiare un vecchio motivo di Jovanotti.


Jovanotti non mi ha mai fatto impazzire, diciamocelo.
Ma certi suoi testi sono magnifiche intuizioni.

Liberamente tratto da VOGLIO DI PIU' - " Jovanotti1994 "

Voglio un panino gigante con dentro un milione di cose

voglio conoscere il perche' delle cose

voglio conoscere gli angoli oscuri
della mia anima e della mia mente

voglio scoprire dei buoni maestri

voglio restare per sempre bambino
e ritrovare le cose che ho perso

voglio capelli lunghissimi e lisci

voglio trovare sia un amico che un tesoro

e voglio vivere tutta la vita......

e non mi basta mai


Voglio di più.

Adesso mi tocca trovarglielo, questo "di più" a quel bastardo dentro lo specchio...
Meglio se mi do da fare, và...

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20
gen
2004

Và dove ti porta il Web...

14:54 icemike

Girando sul web in cerca di tutt'altro, di link in link e di utilità in sciocchezza, son caduto qui. Sto ancora ridendo... :D:D

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14
gen
2004

Movimento immobile

18:46 icemike

Troppe cose da fare, troppo poche da dire?
Troppe da dire, ma quali?
Varrà la pena?
Perchè?
Perchè mi chiedo sempre perchè?



Domande.
Risposte.
Il bilancio non quadra, ma non è un fallimento...

Certe volte qualcosa mi prende e taglia fuori tutto il resto del mondo.
Ma il mondo non ci sta, e incalza per non farsi chiudere in faccia la porta, che non è giusto, non è bello, mi mancherebbe, ne morirei.
Come quando ti innamori.

Analogia terribile

Mi sento dentro un uragano, travolto da progetti che stroncano idee e nuove idee che ridisegnano progetti che falceranno altre idee, in una danza senza fine di eventi vorticosi e brucianti.
Una marea di cose che voglio fare, tempo zero per portarle a termine.
Non che il tempo sia tiranno, il tiranno son io: Sono impaziente, corro, salto, sogno.
Creo caos.

Poi, all'improvviso, salta fuori il sestante, e si fa il punto: Sono più avanti di quanto credessi, ma più indietro di quanto vorrei. E mi innervosisce rendermi conto che chiedo più di quanto posso dare.

Mi sento immobile.

Certe volte mi prende dentro questa sensazione di tremenda, furiosa, turbinante immobilità.
E mi piace.
Creo caos, che è il mio ambiente naturale, mi fa sentire vivo, attivo.
Distillo stabilità, linee precise, via via più definite e nette. I miei punti fermi, il binario verso l'obiettivo.

E' la chimica del mondo.
Dove tutto tende al caos, nonostante le reazioni tendano all'equilibrio.

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13
gen
2004

Working on heaven's door

20:05 icemike

Pausa di riflessione? L'Associazione nazionale delle Città del Vino è stata istituita a Siena nel 1987 da paesi e città che danno nome ad un vino, che producono nel proprio territorio vini a denominazione di origine o che comunque sono legati al vino per storia, tradizione e cultura.
No...
Semplicemente stavo facendo dell'altro che mi aveva assorbito completamente.


Son fatto così, e non mi cambierei per niente al mondo:
Quando qualcosa mi piglia, perdo ogni interesse per il resto finchè l'idea diviene disegno... ed il disegno si approssima alla realtà.
Oppure finchè non mi annoio.

Il progetto che va nascendo ha poco o nulla di economico alle spalle, ma mi permetterà di dedicarmi ad una delle mie passioni più importanti.
Ed a farlo sul Web.
Sto lavorando per aprire la porta di un piccolo paradiso.
In fondo, è questo che ognuno di noi dovrebbe cercare...

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20
dic
2003

Che bello, è Natale...

12:56 icemike

Che bello!
Finalmente!
Evviva evviva, è arrivato il natale!
AUGURI A TUTTI, di cuore!
Non vedevo l'ora!!!

Non vedevo l'ora, davvero, che arrivasse il natale.
Così tutti siamo più buoni, come il Panettone ed il pandoro.

Così quando mi incazzo perchè qualcosa non va, qualcuno mi viene subito incontro che "è natale e siam tutti più buoni"
Così quando vado a far provviste, abbacinato da migliaia di "allegre" luci colorate spendo due ore inutilmente, sgomitando in una inusitata folla in stress da regalo, per cercare le cose che mi servono nascoste sotto chilometri cubi di nefandezze da ragalo
Così al mercato rionale non trovo più il guanciale salato, ma in compenso ha dell'ottimo halibut affumicato, che fa più natale. (avesse detto speck...)
Così finalmente ti arriva la posta natalizia dei ex fornitori, ex colleghi, ex clienti, ex amori ed ex amanti dei quali non ricordi neppure l'esistenza... che tu hai una mormale memoria ed un cuore, non un database da fornire ad una società di marketing.
Così per strada, decine di persone che nell'arco dell'anno ti hanno (fortunatamente) ignorato, ti fermano e ti fanno taaaanti auguri di cuore, a te e alla tua famiglia (che non conoscono), e commentano che è tanto che non ci si vede menomale che siamo riusciti prima del natale.(si, menomale)
Così finalmente puoi sorridere come un idiota mentre decidi se è il caso di dirgli che, da ateo, del natale come festa religiosa non te ne frega un baciocco... o se è meglio lasciarli nella loro beata ignoranza, per non rovinare la loro ipocrita festa.
Così posso confermare che, nonostante le mie speranze, il peggio non cambia e tutti gli anni è uguale.
Che bello.
Si, mi sento proprio a mio agio.
Che tristezza.

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20
dic
2003

Il grande passo...

12:31 icemike

Si, finalmente mi sono deciso.
Nonostante mi avesse sempre attratto l'idea, alla fine avevo sempre detto no.
Ora mi sono ricreduto.
Così, silenziosamente, senza avvertire neppure amici o parenti, ieri l'ho fatto definitavamente. Si.
Come che cosa?


Sono passato a Linux. Che domande!
E cos'altro, sennò?

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12
dic
2003

A Maranello costruiscono aerei.

12:15 icemike

Sapevo che a Maranello c’era un’azienda che produceva macchine sportive molto potenti.
Sapevo che le macchine che producevano erano velocissime, bellissime, mitiche.
Ma non sapevo che producessero aerei.
INVECE SI.


Ieri, all’aereoporto di Grosseto, si è tenuta una gara tra la Ferrari GA, neocampione del mondo, e l’Euroflight, aereo supersonico di produzione europea.

Quando l’ho letto credevo fosse una barzelletta.
Come può un’auto battere in accelerazione un aereo supersonico che può viaggiare a Mach 2?

Ebbene: PUO’.

Per i primi 710 mt, la Ferrari tiene testa ad una macchina che “letteralmente” VOLA.

Ora non so più se piangere o ridere.
Ma mi viene da ridere... :D:D:D

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